mercoledì 11 aprile 2012

la frase della settimana: beata ignoranza?

L' ignorante e' nemico di se stesso
الجاهل عدو نفسه
(El-jaahil 'adoww nafsoh)

Proverio arabo

lunedì 9 aprile 2012

Pasqua!


In Romania a Pasqua si decorano le uova di rosso, colore che rappresenta il sangue di Gesù, e si mangia l’agnello. Tutti vanno in chiesa. Dopo, il lunedì, si fa una festa in famiglia dove tutti mangiano e bevono.
Lucian – Elena – Stas (Romania)


Nel mio paese festeggiamo la Settimana Santa stando tutti insieme, cucinando torte e dolci. Festeggiamo in tutte le chiese e guardiamo gli spettacoli della Settimana Santa.
Tatiana (San Salvador)


Nel mio paese durante la settimana di Pasqua, la gente non mangia carna di vitello e neanche di maiale, perché è una questione di rispetto verso la religione. Si regalano le uova di cioccolato.
Felipe (Brasile)


Il giorno prima di Pasqua alle 23:30 tutti noi ortodossi andiamo in chiesa e bruciamo le candele, facciamo tre giri intorno alla chiesa, e quando sono le 00:00 il prete lascia andare tutti e così, spacchiamo le uova e a seconda di quante uova rompi avrai tot. anni di felicità (es. se rompi 10 uova, avrai 10 anni di felicità).
Il giorno di Pasqua tutti dicono ai familiari: “Hristos Voskrese” e a questo augurio si risponde “Navistina Voskrese”. Io e la mia famiglia andiamo sempre a casa di mia nonna e mangiamo tantissimo. E come regalo ci scambiamo le uova.
Ana (Macedonia)


Da noi si comincia con la Domenica delle Palme, poi ci sono tre giorni (lunedì, martedì, mercoledì) che non sono molto importanti, mentre i giorni più importanti sono giovedì e venerdì, in cui non si possono mangiare carne ed altre cose. Giovedì sera tutti si incontrano in chiesa e fanno la processione per la città, e si fa anche venerdì. Si pensa che è il giro che ha fatto Gesù prima di essere crocifisso.  Alcuni di noi fanno il digiuno: pesce, pane e altre cose.
La domenica è chiamata Domenica della Resurrezione. Giovedì e Venerdì guardiamo film su  Gesù.
Per noi Pasqua è molto importante.
Martha (Colombia)


In Bosnia non si fa niente per la Pasqua: la mia famiglia non festeggia la Pasqua perché siamo musulmani. Noi mangiamo sempre l’agnello: l’agnello è buono e mi piace taaaaanto!!!
Quelli che festeggiano Pasqua fanno tante cose: la notte prima di Pasqua colorano le uova e poi la mattina vanno in chiesa. Poi quando tornano dalla chiesa rompono le uova e fanno una grande festa.
Mejrema (Bosnia)


Da noi la Pasqua inizia il sabato. Poi il giorno di Pasqua si va in chiesa. I bambini fanno lo spettacolo di teatro in chiesa e poi fanno delle uova per le mamme.
Jessica (Costa d’Avorio)


La Settimana Santa in Perù è un periodo speciale dell’anno: inizia con la Domenica delle Palme e termina con la Domenica di Resurrezione. È la commemorazione annuale cristiana della passione, della morte e della resurrezione di Gesù ed è un periodo di intensa attività cristiana.
Isabel (Perù)


In Romania Pasqua si festeggia tre giorni. Comincia sempre di domenica e finisce il martedì. La domenica mattina la tradizione dice di preparare una tazza di acqua con un uovo dentro e si deve lavare bene il guscio. Si fanno i dolci e si mangiano le uova. È divertente quando i bambini prendono le uova e le sbattano per vedere chi vince. Quando uno vince, prende anche l’uovo dell’avversario e se lo mangia!
Vlad (Romania)


La Pasqua nel mio paese comincia la mattina, alle 5:00. Non si mangia niente, solo a merenda si mangia un piatto tipico che si fa una volta all’anno, solo per pasqua. Tutti si scambiano i piatti: ad esempio mia zia da un piatto al vicino e il vicino ne dà uno a noi, e così via. Di notte si va in chiesa. Non si mangia carne, solo pesce!
Mary Carmen  (Ecuador)

giovedì 5 aprile 2012

martedì 3 aprile 2012

Denim Mc - rapper latino

Denim è nato in Ecuador e fin dalla tenera età è cresciuto circondato dalla musica, influenzato da persone a lui vicine, perché c’era un'orchestra composta da gran parte della sua famiglia. Dai 7 anni si è interessato alla musica urbana: in quel momento suonava come Cabalúchi, Control Machete e molti altri che oggi sono della  vecchia scuola, ed è diventato fan indiscusso di Bob Marley. A 8 anni è andato a vivere a Madrid, in Spagna, dove ha cominciato ad andare in profondità nel mondo del rap spagnolo, senza dimenticare le sue radici latine; ha iniziato a conoscere gli elementi dell’ hip hop con le persone che conoscevano bene quel mondo, ascoltando artisti come Payo Malo, Frank T, Nach ... ecc. All'età di 15 anni ha viaggiato in Ecuador, ha deciso di registrare a casa di un amico (Sencillos) e hanno deciso di provare nuovi stili, in particolare in quel momento era molto in voga il  reggaeton, così ha partecipato un concorso e lo ha vinto subito. Così si è reso conto delle sue potenzialità musicali e ha iniziato a lavorare su una demo con i suoni latini arrivando a cantare in ogni stile, dato che la sua voce e il suo flow gli permettevano sia di cantare su musiche melodiche, sia di rappare, sia di fare chanteos. A 16 anni è tornato di nuovo a Madrid, e in Spagna ha cominciato a conoscere il mondo e persone di diverse classi sociali e di diverse culture provenienti da ogni paese, ed è in questo momento che i suoi amici lo hanno soprannominato "Denim MC" perché era focalizzato soprattutto sull’ hip hop (MC Maestro di cerimonie) e così ha cominciato ad essere conosciuto come tale. E' stato coinvolto in concorsi musicali urbani vincendo sia come solista, sia facendo concerti,  ha fatto tour in varie parti dell'America Latina, eventi nelle discoteche e a poco a poco è diventato famoso tra il pubblico. In questo modo, grazie al passaparola delle persone ha incontrato il produttore "AJM", insieme hanno fatto il mixtape chiamato "VASILANDO POR MADRID", i suoi temi erano molto versatili, dall’ R&B al Reggae, all’ hip-hop, al reggaeton, al mambo . È stato ben accolto a Madrid da parte del pubblico e quindi ha cominciato a viaggiare in molte città della Spagna per promuovere il mixtape. Più tardi conoscendo il Produttore "GIO" hanno creato 24/7 urbanmusic, con "AJM", poi ha deciso di cambiare il nome, perché il primo era più incentrato solo sul rap mentre il nuovo rappresentava un passaggio del flow più versatile, e così ha deciso di essere solo DENIM "EL TRAFICANTE DE LA MELODIA " e da quel momento lo si conosce così, per il suo flow con ritornelli che da’ un suono che solo lui sa dare al le canzoni, iniziando così a fare canzoni di altro livello.

Mary Carmen - Ecuador



Denim Nacido en Ecuador, ya desde muy pequeño creció rodeado de música, influenciado por personas cercanas a el, pues tenían una orquesta conformada por casi toda su familia. Con 7 años se intereso por la música urbana que en ese tiempo sonaban atraves de artistas como Cabalúchi, Control Machete y muchos mas que hoy en día son de la vieja escuela así mismo haciéndose fan indiscutible de Bob Marley. A los 8 años se va a vivir a Madrid-España y empieza a meterse a fondo en el mundo del rap en español sin olvidar sus raíces latinas, empieza a conocer los elementos que conforman el hip hop con gente que conocía de sobra ese mundo escuchando artistas como Payo Malo, Frank T, Nach…etc. A los 15 años viaja a Ecuador, decide grabar en casa de un amigo (Sencillos) decide probar con nuevos estilos que en ese tiempo estaba pegando como el reggaetón, se presenta a un concurso y lo gana quedando en primer lugar. Se da cuenta de sus facultades musicales y empieza a trabajar en una maqueta con sonidos latinos llegando a cantar en cualquier estilo ya que su voz y su flow daba tanto para cantar melodía como para rapear o hacer chanteos. A los 16 años vuelve nuevamente a Madrid-España empieza a conocer mundo y gente de distintas culturas clases sociales de distintas partes del mundo, al mismo tiempo sus amigos lo apodaron “Dením mc” por que estaba mas centrado en el hip hop (MC Maestro de ceremonias) empezando a hacerse conocer como tal. Empezó a participar en concursos de música urbana ganándolos quedando primero en solistas, haciendo conciertos, giras en varias partes de america latina, eventos en discotecas haciéndose conocer poco a poco entre el publico. En ese camino y del boca a boca de la gente se encontró con “A.J.M” PRODUCTOR, junto a el sacaron el mixtape conocido como “VASILANDO POR MADRID” sus temas eran muy versátiles desde R&B, Reggae, hip-hop, reggaetón, hasta mambo .Fue bien acogido en Madrid por el publico y así empezando a viajar por muchos sitios distintos de España promocionando el mixtape. Mas adelante conociendo a “GIO” PRODUCTOR formaron 24/7urbanmusic con “A.J.M”, decidió dejar el nombre porque el anterior daba mas para el rap y su nuevo flow era mas versátil paso de (Denim Mc) para quedar en solamente en DENIM “EL TRAFICANTE DE LA MELODIA “ se lo conoce así por su flow con los estribillos y por dar otro toque que solo el sabe a las canciones ,así empezando a hacer canciones de otro nivel.
Mary Carmen - Ecuador

domenica 1 aprile 2012

NOI... tra 10 anni :)

Un mesetto fa abbiamo fatto un video sui nostri sogni e il nostro futuro.
Buona visione :)




La classe di tutti i colori

mercoledì 28 marzo 2012

Vita con i nonni...





Quando avevo 13 anni, mia mamma è dovuta venire in Italia per vivere con mio papà…
Una sera ci ha detto che doveva andarsene, che noi dovevamo prenderci cura l’una dell'altra e che dovevamo rimanere in Macedonia fino a quando i nostri permessi non erano pronti. È stata una decisione difficile per tutti noi.

Io, mia madre e mia sorella ci siamo sempre curate una dell’altra, siamo sempre state insieme, abbiamo sempre fatto tutto insieme, e adesso  io e mia sorella dovevamo creare un muro tra noi e lei. Io non volevo fare questo, ma l’ho fatto.
Il giorno in cui lei è andata via è stato il più difficile, mi ricordo che era un giorno freddissimo, la giornata più dura della mia vita: ho pianto un'ora ma, in qualche modo, quella notte ho dormito.

Da quel momento sapevo che dovevo prendermi cura di me stessa da sola, anche se avevo solo 13 anni.
Vivere con i miei nonni era difficile. Loro hanno provato a darci tutto il possibile, ma ci sono stati dei momenti speciali che volevo condividere con mia madre, ci sono stati tanti momenti in cui avevo bisogno di lei. Non solo la mia mamma mi è mancata, anche mio padre, la stessa cosa valeva anche per lui.  Ma lui viveva qui da 5 anni ed ero abituata a sentire la sua mancanza tutto il tempo. Mi ricordo che quando ero in depressione finivo sempre in ospedale. Volevo sempre mia madre vicina in questo periodo difficile dell’adolescenza.

Quando ho compiuto 14 anni, le cose sono cambiate un po’. Ho realizzato che vivere con i miei nonni mi ha resa più forte e fiduciosa, indipendentemente da quanto era difficile. Sarò per sempre riconoscente ai miei nonni per avermi aiutata, perché in questi due anni ho avuto problemi psicologici e fisici.
Dopo questa esperienza, so come la vita può essere difficile, ma sono orgogliosa di come ho imparato a cavarmela.

Ana - Macedonia
Животот со баба и дедо..

Кога бев 13 години,мојата мајка требаше да оти во Италија за да живее со таткоми...
Една вечер таа ни рече дека треба да оди,и дека ние мораме да се грижиме самите за себе,тоа беше одлука што беше тешка за сите нас,и ни рече дека треба да останеме во Македонија се додека дозволите не ни се готови .

Јас,мајками и сестра ми секогаш се грижевме една за друга,секогаш бевме заедно,секогаш правевме  работи заедно ,и сега јас и сестра ми требаше да направиме зид помеѓy нас .Не сакав да го направам тоа,но го направив.

Денот кога таа си замина беше уште потежок,се сеќавам беше ладен и замрзнувачки ден,најтешкиот ден од мојот живот,плачев 1 саат но некако успеав да заспијам таа вечер.
Од сега понатаму знаев дека треба да се грижам сама за себе ,безразлика што имав само 13 години.Живеејќи со бабами и дедоми беше многу тешко,тие се трудеа да ни дадат се што ке посакавме,но имаше моменти во кои сакав  да ги поминам само со мајками,имаше моменти во кои ми требаше само таа.Но,не само мајками ми фалаше  и таткоми истотака,беше исто и за таткоми но,тој живее таму 5 години и сум навикнета  да ми недостига постојано.Се сеќавам кога бев во депресија ке завршев во болница.Секогаш сакав мајками да  биде покрај мене кога ке бев во пубертет.Кога наполнив 14 години,работите се сменија  малку.Сватив дека живеејќи без моите родители  ме направија посилна и посамоуверена,безразлика колку беше тешко.Секогаш ке им бидам благодарна на бабами и дедоми затоа што ми помогнаа за време на тие 2 години бидејќи имав многу проблеми физичи и психички.После ова животно искуство знам колку може да биде тежок зивотот ,но,горда сум бидејќи поминав низ тоа.


Life with grandparents…

When I was 13 years old, my mum needed to go in Italy to live with my dad…
One night she told us that she needede to go, and that we must care of each other, she said that it was a decision hard for all of us, and she said that we were going to stay in Macedonia  until our documents were done.

Me, my mum and my sister always cared of each other, we always kept together, always did things together, and now me and my sister needed to put a wall between us and mum. I didn’t want to do that, but I did it.
The day she left was even harder.I remember it as a cold and freezing day, the hardest day in my life. I cried like for an hour but, somehow, I slept that night.

From that moment on I knew that I needed to take care of myself, no matter I was only 13 years old. Living with my grandparents was very hard. They’ve tried to give us everything that we wanted, as much as possible, but there were moments that I wanted to spend only with my mum, and there were moments I needed her the most. Of course not only my mum… I missed my dad too. But that wasn’t changing:  he had left 5 years before and I was used to miss him all the time. I remember that, when I was depressed, I would end up in hospital. I always wanted to have my mum near me when I was in puberty.
When I turned 14 years, things changed a bit. I realized that living without my parents made me stronger and confident, no matter how hard it was. I will always be grateful to my grandparents for helping me, because through these 2 years I had a lot of problems, psychical and physical.

After this life experience I know how hard life can become, but I’m proud of me for getting through it.


venerdì 23 marzo 2012

La frase della settimana: tanti cuori, stesso ritmo

Martedì 20 marzo è stata la giornata mondiale contro il razzismo. Ecco alcune meravigliose parole di un grande cantante italiano J 

“…UNA TRIBU' CHE BALLA oho è UNA TRIBU' CHE BALLA oheo è UNA TRIBU' CHE BALLA e cerca una ragione perché ci sia una terra e ci sia una nazione formata dai ragazzi e dalla gente di credo, di colore e di cultura differente perché è l'unica strada ed è l'unica certezza perché nei nostri cuori finisca l'amarezza...
[…]
...ricordati che tu sei unico al mondo e non esiste primo e non esiste secondo esiste una tribù, esistono i fratelli che più sono diversi e più sono fratelli ognuno ha la sua storia e le sue tradizioni ognuno il suo colore e le sue religioni ma il battito del cuore è lo stesso per tutti la musica, la musica fa muovere tutti ma il battito del cuore è per tutti lo stesso…”

(Jovanotti – “Una tribù che balla”)
la prof.